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cod. 3541B940 - 03/2012 (Rev. 01)
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3. INSTALLAZIONE
3.1 Disposizioni Generali
BQuesto apparecchio deve essere destinato solo all’uso per il quale è stato
espressamente previsto.
Questo apparecchio serve a riscaldare acqua ad una temperatura inferiore a
quella di ebollizione a pressione atmosferica e deve essere allacciato ad un im-
pianto di riscaldamento e/o ad un impianto di distribuzione acqua calda per uso
sanitario, compatibilmente alle sue caratteristiche e prestazioni ed alla sua po-
tenzialità termica. Ogni altro uso deve considerarsi improprio.
L'INSTALLAZIONE DELLA CALDAIA DEVE ESSERE EFFETTUATA SOLTANTO DA
PERSONALE SPECIALIZZATO E DI SICURA QUALIFICAZIONE, OTTEMPERANDO A
TUTTE LE ISTRUZIONI RIPORTATE NEL PRESENTE MANUALE TECNICO, ALLE DI-
SPOSIZIONI DI LEGGE VIGENTI, E DI EVENTUALI NORMATIVE LOCALI E SECON-
DO LE REGOLE DELLA BUONA TECNICA.
Un’errata installazione può causare danni a persone, animali e cose, nei confronti dei
quali il costruttore non può essere ritenuto responsabile.
3.2 Luogo di installazione
Questo apparecchio è di tipo “a camera aperta” e può essere installato e funzionare solo
in locali permanentemente ventilati. Un apporto insufficiente di aria comburente alla cal-
daia ne compromette il normale funzionamento e l’evacuazione dei fumi. Inoltre i prodotti
della combustione formatisi in queste condizioni (ossidi), se dispersi nell’ambiente do-
mestico, risultano estremamente nocivi alla salute.
Il luogo di installazione deve comunque essere privo di polveri, oggetti o materiali infiam-
mabili o gas corrosivi. L’ambiente deve essere asciutto e non soggetto al gelo.
Al momento del posizionamento della caldaia, lasciare intorno alla stessa lo spazio ne-
cessario per le normali attività di manutenzione.
3.3 Collegamenti idraulici
Avvertenze
La potenzialità termica dell’apparecchio va stabilita preliminarmente con un calcolo del fab-
bisogno di calore dell’edificio secondo le norme vigenti. Per il buon funzionamento e per la
durata della caldaia, l’impianto idraulico deve essere ben proporzionato e sempre completo
di tutti quegli accessori che garantiscono un funzionamento ed una conduzione regolare.
Nel caso in cui le tubazioni di mandata e ritorno impianto seguano un percorso tale per
cui, in alcuni punti si possono formare delle sacche d’aria, è opportuno installare, su que-
sti punti, una valvola di sfiato. Installare inoltre un organo di scarico nel punto più basso
dell’impianto per permetterne il completo svuotamento.
Se la caldaia è installata ad un livello inferiore a quello dell’impianto, è opportuno preve-
dere una valvola flow-stop per impedire la circolazione naturale dell’acqua nell’impianto.
E’ consigliabile che il salto termico tra il collettore di mandata e quello di ritorno in caldaia,
non superi i 20 °C.
BNon utilizzare i tubi degli impianti idraulici come messa a terra di apparecchi
elettrici.
Prima dell’installazione effettuare un lavaggio accurato di tutte le tubazioni dell’impianto per rimuo-
vere residui o impurità che potrebbero compromettere il buon funzionamento dell’apparecchio.
Effettuare gli allacciamenti ai corrispettivi attacchi, come indicato in fig. 11.
Si consiglia d’interporre, fra caldaia ed impianto di riscaldamento, delle valvole d’inter-
cettazione che permettano, se necessario, d’isolare la caldaia dall’impianto.
BEffettuare il collegamento della caldaia in modo che i suoi tubi interni siano li-
beri da tensioni.
Caratteristiche dell’acqua impianto
In presenza di acqua con durezza superiore ai 25° Fr, si prescrive l’uso di acqua opportunamente
trattata, al fine di evitare possibili incrostazioni in caldaia, causate da acque dure, o corrosioni, pro-
dotte da acque aggressive. E’ opportuno ricordare che anche piccole incrostazioni di qualche mil-
limetro di spessore provocano, a causa della loro bassa conduttività termica, un notevole
surriscaldamento delle pareti della caldaia, con conseguenti gravi inconvenienti.
È indispensabile il trattamento dell’acqua utilizzata nel caso di impianti molto estesi (con
grossi contenuti d’acqua) o di frequenti immissioni di acqua di reintegro nell’impianto. Se
in questi casi si rendesse successivamente necessario lo svuotamento parziale o totale
dell’impianto, si prescrive di effettuare nuovamente il riempimento con acqua trattata.
Riempimento caldaia e impianto
La pressione di caricamento ad impianto freddo, deve essere di circa 1 bar. Qualora du-
rante il funzionamento la pressione dell’impianto scendesse (a causa dell’evaporazione
dei gas disciolti nell’acqua) a valori inferiori al minimo sopra descritto, L’Utente dovrà ri-
portarla al valore iniziale. Per un corretto funzionamento della caldaia, la pressione in es-
sa, a caldo, deve essere di circa 1,5÷2 bar.
3.4 Collegamento gas
BPrima di effettuare l’allacciamento, verificare che l’apparecchio sia predisposto
per il funzionamento con il tipo di combustibile disponibile ed effettuare una ac-
curata pulizia di tutte le tubature gas dell’impianto, per rimuovere eventuali re-
sidui che potrebbero compromettere il buon funzionamento della caldaia.
L’allacciamento gas deve essere effettuato all’attacco relativo (vedi fig. 11) in conformità
alla normativa in vigore, con tubo metallico rigido oppure con tubo flessibile a parete con-
tinua in acciaio inox, interponendo un rubinetto gas tra impianto e caldaia. Verificare che
tutte le connessioni gas siano a tenuta.
La portata del contatore gas deve essere sufficiente per l’uso simultaneo di tutti gli apparecchi ad
esso collegati. Il diametro del tubo gas, che esce dalla caldaia, non è determinante per la scelta
del diametro del tubo tra l’apparecchio ed il contatore; esso deve essere scelto in funzione della
sua lunghezza e delle perdite di carico, in conformità alla normativa in vigore.
BNon utilizzare i tubi del gas come messa a terra di apparecchi elettrici.
3.5 Collegamenti elettrici
Collegamento alla rete elettrica
La caldaia va collegata ad una linea elettrica monofase, 230 Volt-50 Hz .
BLa sicurezza elettrica dell’apparecchio è raggiunta soltanto quando lo stesso è
correttamente collegato ad un efficace impianto di messa a terra eseguito come
previsto dalle vigenti norme di sicurezza. Far verificare da personale professio-
nalmente qualificato l’efficienza e l’adeguatezza dell’impianto di terra, il costrut-
tore non è responsabile per eventuali danni causati dalla mancanza di messa
a terra dell’impianto. Far verificare inoltre che l’impianto elettrico sia adeguato
alla potenza massima assorbita dall’apparecchio, indicata in targhetta dati cal-
daia, accertando in particolare che la sezione dei cavi dell’impianto sia idonea
alla potenza assorbita dall’apparecchio.
La caldaia è precablata e fornita di un connettore posto all’interno del pannello comandi,
predisposto per l’allacciamento a una eventuale centralina elettronica termostatica (vedi
schemi elettrici alla sez. 5.5). É dotata inoltre di un cavo tripolare per l’allacciamento alla
linea elettrica. I collegamenti alla rete devono essere eseguiti con allacciamento fisso e
dotati di un interruttore bipolare i cui contatti abbiano una apertura di almeno 3 mm, in-
terponendo fusibili da 3A max tra caldaia e linea. E’ importante rispettare le polarità (LI-
NEA: cavo marrone / NEUTRO: cavo blu / TERRA : cavo giallo-verde) negli
allacciamenti alla linea elettrica.
Accesso alla morsettiera elettrica e ai componenti interni del pannello comandi
Per accedere ai componenti elettrici interni al pannello di comando, seguire la sequenza
di fig. 2. La disposizione dei morsetti per i diversi allacciamenti è riportata negli schemi
elettrici al capitolo dati tecnici.
fig. 2 - Accesso alla morsettiera
Legenda
ASvitare le 2 viti autofilettate che tengono il coperchio della caldaia.
BSollevare con una pressione dal basso verso l’alto e togliere il coperchio che è
trattenuto ai fianchi della caldaia con piolini ad incastro.
CSvitare e togliere le due viti e le due piastrine che tratteggono il pannello co-
mandi.
DFar ruotare in avanti il pannello comandi.
Gli eventuali elementi sensibili aggiuntivi dei dispositivi di controllo e di sicurezza dell’impian-
to, sonda di temperatura, pressostato, bulbo di termostati ecc., devono essere ubicati sul tubo
di mandata entro 40 cm. dalla parete posteriore del mantello caldaia (vedi
fig. 3
).
Legenda
AMandata impianto
BRitorno impianto
C40 cm max.
fig. 3 - Mandata e ritorno
3.6 Collegamento alla canna fumaria
Il tubo di raccordo alla canna fumaria deve avere un diametro non inferiore a quello di
attacco sull’antirefouleur. A partire dall’antirefouleur deve avere un tratto verticale di lun-
ghezza non inferiore a mezzo metro. Per quanto riguarda il dimensionamento e la posa
in opera delle canne fumarie e del tubo di raccordo ad esse, è d’obbligo rispettare le nor-
me vigenti.
I diametri dei collari degli antirefouleur sono riportati nella tabella 1.